W IL 25 APRILE!  W LA RESISTENZA!

 

Sessantacinque anni fa nelle principali città del Nord d’Italia entravano da liberatori, acclamati dal popolo, i partigiani, che liberavano l’Italia dagli occupanti tedeschi e da oltre vent’anni di dittatura fascista. La liberazione del nostro paese avveniva dopo una cruenta guerra di liberazione popolare, portata avanti dai partigiani e dai patrioti, uniti sotto la guida del Comitato di Liberazione Nazionale, in cui erano rappresentati tutti i partiti politici della futura democrazia italiana. La guerra di liberazione fu portata avanti da 462.000 combattenti (per la maggior parte comunisti) e riuscì a vincere la barbarie nazi-fascista con il sacrificio di 76.500 martiri, caduti combattendo, o sotto tortura o fucilati. La zona di Torriglia dall’inverno del 1943 sino all’Aprile 1945 fu teatro di scontri feroci tra la guerriglia partigiana, che aveva le sue basi sui monti dell’Alta Val Trebbia, e le formazioni fasciste, coadiuvate dai loro alleati, gli occupanti tedeschi. Dal Luglio del 1944 i partigiani guidati da Franco Anselmi “Marco” e quelli guidati da Aldo Gastaldi “Bisagno” unirono le loro forze e, in pochi mesi, riuscirono a liberare una vasta area dell’Alta Val Trebbia, che andava da Bobbio a Torriglia, dando vita a quella che è passata alla storia come la Repubblica di Torriglia. Anche questa repubblica partigiana, come altre che si andarono formando nel Nord Italia, ebbe vita breve, ma ebbe una grande importanza. Nella Repubblica di Torriglia si diedero vita a organi di autogoverno popolare locale, con la partecipazione attiva delle masse popolari rurali che vi vivevano. Si crearono i Comitati di Liberazione locali, le Giunte Popolari Comunali, i Tribunali Popolari, che svolsero tutta una serie di compiti ed attività concrete: organizzazione della produzione locale, revisione dei ruoli delle imposte, risarcimento degli infortuni sul lavoro, controllo dei prezzi, lotta al mercato nero e alla speculazione che colpiva lavoratori e gente povera, punizione dei traditori, delle spie e dei torturatori fascisti. Nelle Repubbliche Partigiane, come in quella di Torriglia, si diede vita a elezioni popolari, in cui tutto il popolo, per la prima volta, poteva scegliere da più liste i propri rappresentanti e i propri amministratori locali. In tal modo le Repubbliche Partigiane divennero vere scuole di democrazia popolare, una democrazia che nasceva nel fuoco della lotta ed esprimeva la volontà che, a liberazione avvenuta di tutto il territorio nazionale, non risorgessero più le vecchie istituzioni compromesse col fascismo, ma nascessero strutture istituzionali che mettessero realmente il potere nelle mani delle masse popolari. Queste Repubbliche Partigiane furono gli embrioni della nostra attuale democrazia e del nostro dettato costituzionale. Oggi, in occasione delle celebrazioni del giorno della Liberazione, a noi, Comunisti per Torriglia, piace ricordare queste forme di autogestione popolare locale, ottenute col sangue dei partigiani e con il concorso della maggioranza del popolo italiano, da contrapporre a chi, nel nostro paese e nei nostri comuni, vorrebbe cancellarne la memoria, per imporre una revisione dei fatti storici che rivaluti vari aspetti del fascismo, per infangare gli ideali della Resistenza e dare avvio ad una svolta autoritaria all’Italia.

Per questo, ribadiamo w il 25 Aprile! w la Resistenza! contro il revisionismo e per rilanciare la difesa dei valori che hanno spinto decine di migliaia di giovani a metter in gioco la propria vita per la difesa della libertà, per il proprio paese, per porre le basi della democrazia e per un mondo nuovo, senza guerra, violenze e soprusi!  

               

Comunisti per Torriglia                                                  

 


Cicl. in proprio, Via Pietra 3/9, Torriglia (Ge), 20.04.10